Sura CII. At-Takâthur

(Il Rivaleggiare)

Pre-Eg. n.6. Di 8 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Il rivaleggiare [1] vi distrarrà,

2. finché visiterete le tombe [2] .

3. Invece no! Ben presto saprete.

4. E ancora no! Ben presto saprete.

5. No! Se solo sapeste con certezza…

6. Vedrete certamente la Fornace [3] .

7. Lo vedrete con l’occhio della certezza,

8. quindi in quel Giorno, sarete interrogati sulla delizia [4] .


[1] «Il rivaleggiare»: abbiamo tradotto così «at-takàthur», è la lotta per aumentare le ricchezze, il prestigio, la fama. Oltre il suo significato relativamente alle circostanze della rivelazione la sura stigmatizza con durezza e con enfasi la corsa spasmodica dell’uomo all’acquisizione di tutto ciò che è materia o apparenza, trascurando la sua realtà spirituale.

[2] Secondo l’esegesi classica (Ibn Khatîr IV, 544-545 e altri) la sura si riferisce ad un episodio che vide due clan medinesi rivaleggiare al limite dello scontro fisico a proposito dei loro rispettivi fasti. Vantando il loro passato e i loro eroi, si recarono al cimitero per enumerarli e stava quasi per risuonare il suono sinistro delle armi quando intervenne l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) che recitò loro questa sura e li ricondusse alla ragione.

[3] «la Fornace»: uno dei nomi dell’Inferno.

[4] «sulla delizia»: effimera che avrete goduto sulla terra.