Sura XCVII. Al-Qadr

(Il Destino) [1]

Pre-Eg. n. 25. Di 5 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Invero lo [2] abbiamo fatto scendere nella Notte del Destino [3] .

2. E chi potrà farti comprendere cos’è la Notte del Destino?

3. La Notte del Destino è migliore di mille mesi.

4. In essa discendono gli angeli e lo Spirito [4] , con il permesso del loro Signore, per [fissare] ogni decreto [5] .

5. È pace, fino al levarsi dell’alba.

 


[1] La Notte del destino di cui è questione in questa sura è quella in cui Allah (gloria a Lui l’Altissimo) rivelò al Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) il Sublime Corano. Il fatto avvenne in una delle notti dispari dell’ultima decade del mese di Ramadan (vedi anche nota alla sura XCVI). La consuetudine islamica, appoggiandosi su alcune tradizioni, ha individuato nella ventisettesima notte del mese la fatidica notte (inizia al tramonto del ventiseiesimo giorno di Ramadan) e ne ha fatto una ricorrenza liturgica di grande importanza. Durante questa notte nelle moschee e nelle case dei musulmani si veglia, si legge il Corano, si chiede perdono ad Allah e si invocano la Sua Grazia e la Sua Misericordia per tutto l’anno a venire.

[2] Il pronome si riferisce al Sublime Corano?

[3] Il termine che abbiamo tradotto con «Destino» è «quadr» che significa anche «potere, valore, merito, decisione».

[4] «lo Spirito»: con questo termine Allah (gloria a Lui l’Altissimo) designa nel Corano l’angelo Gabriele (pace su di lui).

[5] L’esegesi ha stabilito che il significato dell’espressione «min kulli ’amr» sia appunto quello che abbiamo tradotto con «per [fissare] ogni decreto», attribuendo alla particella «min» (da) il valore di «bi» (con, per).